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“ Dott. Giuseppe Lauria Urologo Andrologo caltanissetta  ”

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EIACULAZIONE PRECOCE, LA DISFUNZIONE SESSUALE PIU’ DIFFUSA NELL’UOMO


L’eiaculazione precoce è l’incapacità di controllare l’eiaculazione, si verifica sempre o spesso, in seguito ad una stimolazione sessuale anche minima, durante la penetrazione vaginale o perfino prima che quest’ultima sia avvenuta. Da una recente indagine internazionale è emerso che coinvolge un uomo su quattro tra i 18 e 70 anni, quindi, è considerata la disfunzione sessuale più diffusa nell’uomo.

Si distingue una “eiaculazione primaria”, generalmente presente fin dai primi approcci sessuali ed una “eiaculazione secondaria”, consequenziale ad alcune patologie come la prostatite, infiammazioni dei genitali esterni, frenulo prepuziale breve, ansia da prestazione, ecc. A volte, anche una disfunzione erettile all’esordio può presentarsi con E.P.

Non sempre, però, la causa dell’E.P. è da attribuire ad un problema soltanto organico o psicologico, spesso vi è la coesistenza di entrambi i fattori, in grado di potenziarsi a vicenda.

Lo stimolo eiaculatorio è sotto il controllo del sistema nervoso centrale tramite neurotrasmettitori come la serotonina. Per tale motivo, molto spesso, l’E.P. è associata ad una ridotta concentrazione di serotonina.

Per identificare e far emergere gli uomini affetti da E.P., nell’Agosto 2007 su European Urology è stato pubblicato da Simmonds ed altri un questionario, le domande sono:

  1. Quanto è difficile per te ritardare l’eiaculazione? Per niente (0 punti); un pò difficile (1 punto); moderatamente difficile (2 punti); molto difficile (3 punti); estremamente difficile (4 punti);

  2. Ti capita di eiaculare prima di quanto vuoi? 0% delle volte (0 punti); intorno al 25% delle volte (1 punto); circa il 50% delle volte (2 punti); più della metà delle volte (3 punti); quasi sempre o sempre (4 punti)

  3. Ti capita di eiaculare con una minima stimolazione? Quasi mai o mai (0 punti); meno della metà delle volte (1 punto); circa il 50% delle volte (2 punti); più della metà delle volte (3 punti); quasi sempre o sempre (4 punti);

  4. Ti senti frustrato perché eiaculi prima di quanto vuoi? Per niente (0 punti); un pò (1 punto); moderatamente (2 punti); molto (3 punti); estremamente (4 punti);

  5. Quanto sei preoccupato che la durata del tempo per eiaculare lasci insoddisfatta la tua partner? Per niente (0 punti); un pò (1 punto); moderatamente (2 punti); molto (3 punti); estremamente (4 punti);

Sommando i punteggi collegati a ciascuna risposta si ottiene il risultato finale:

Inferiore a 9: non eiaculazione precoce; Da 9 a 10: probabile eiaculazione precoce; Superiore a 10 punti: eiaculazione precoce.

Oltre all’E.P. esistono altri disturbi eiaculatori responsabili di un “disagio” sessuale:

  • Orgasmo ipostenico o anedonico, si ha quando il soggetto prova orgasmi di breve durata e scarsa intensità, nella maggior parte dei casi le cause sono dovute a: disfunzione erettile, patologie prostatiche, conflitti relazionali e/o psicologici;

  • Eiaculazione ritardata, si verifica quando il tempo che intercorre tra la penetrazione e il raggiungimento dell’eiaculazione si prolunga oltre di quanto l’individuo desideri, creandogli disagio; le cause possono essere molteplici: ridotta sensibilità del glande; diabete; malattie del midollo spinale; assunzione di farmaci antidepressivi; eccessiva assunzione di alcol e/o stupefacenti; cause psicogene di varia natura;

  • Assenza di eiaculazione (aneiaculazione), avviene quando il paziente non riesce mai ad eiaculare, verificatasi a seguito di lesioni nervose subite durante interventi chirurgici;

  • Eiaculazione secca (aspermia), in questo caso il paziente ha il riflesso dell’eiaculazione con la percezione delle sensazioni orgasmiche ma senza emettere liquido seminale; si può verificare a seguito di: interventi alla prostata; terapia per la iperplasia prostatica (eiaculazione retrograda); diabetici con neuropatia; raramente ad ostruzione delle vie seminali;


Il trattamento dell’eiaculazione precoce deve essere sempre individualizzato, dopo avere accertata la causa, primaria e/o secondaria, senza trascurare eventuali fattori psicologici, quindi, sia l’indicazione che la “gestione” della terapia, spetta esclusivamente al medico.